fbpx

NEWS

Io e Dylan Dog Abbiamo lo Smartphone!

Valentino Craviari, IT Manager di Gruppo COMeSER, festeggia 15 anni in azienda ed è sempre in partita multi-player con i migliori giocatori.

Anche Dylan Dog oggi ha uno smartphone: inizia così la chiacchierata con Valentino Craviari, perito elettronico ed elettrotecnico e grande appassionato di fumetti, videogiochi e cinema, primo professionista in assoluto ad essere stato assunto dall'impresa di telecomunicazioni COMeSER di Fidenza. Era il 2005 e oggi Craviari festeggia i quarant'anni con 15 anni di presenza e alta fedeltà nell'impresa, dove è It Manager. Responsabile dei sistemi informativi interni, monitora server e Pc aziendali, segue lo sviluppo del website www.comeser.it; ma non solo, Craviari offre un supporto tecnico costante all'area assistenza, agli ingegneri Marco Bragalini e Rocco Petrolini su progetti speciali e al referente dell'area videosorveglianza e sicurezza Riccardo Rinaldi.

Cappellino (quasi) sempre in testa; mani tutto il giorno tra cavi, server, portatili; occhi e occhiali come fari puntati sul web al lavoro, tanta passione per film e letture di comics nel tempo libero.

#TeamAtWork - Quattro chiacchiere con lui.

Valentino, iniziamo dalle tue passioni: quali i tuoi fumetti preferiti?

“Su tutti 20th Century Boys di Naoki Urasawa, 22 episodi che miscelano in un turbinio spazio-temporale degno delle migliori saghe di viaggi nel tempo tante sfumature e generi, dal thriller al drammatico, dal mistery a un filo di comico con un personaggio che può essere - secondo me - sia un eroe che un anti eroe. La storia è atipica, io l'ho vissuta come un’esperienza narrativa. La trama non si può riassumere: inizia nel 1969 quando Kenji e i suoi amici fondano per gioco un gruppo con tanto di simbolo con cui vogliono proteggere il mondo da ogni forma di minaccia, dalle armi batteriologiche ai robot. Da lì prosegue negli anni ‘90 con i ragazzi diventati adulti. Il primo fumetto che mi ha appassionato è stato, però, Dylan Dog, nato dalla testa di Tiziano Sclavi e oggi modernizzato da Roberto Recchioni che ha dotato il nostro Dylan anche di uno smartphone”.

Le tue “pietre miliari” nella mappa cinematografica preferita dove ci sia il tema dell'innovazione tecnologica?

“Tra fantascienza e distopia, 2001 Odissea nello Spazio (1968) di Stanley Kubrick, Blade Runner (1982) diretto da Ridley Scott e Strange Days (1995) di Kathryn Bigelow: tutti e tre assolutamente da vedere. Consigliatissimi per regia e contenuti!”.

Arriviamo a COMeSER: come è stato l'incontro con l'impresa di telecomunicazioni?

“Finita la scuola, dal 2001 ho seguito la creazione di piccoli siti per aziende e pagine web per persone che avevano le prime esigenze di aprire spazi e architetture virtuali per inserire contenuti. Poi è arrivata l'opportunità in COMeSER: all'inizio eravamo soltanto in tre persone, io come perito elettrotecnico, un'impiegata e un responsabile che coordinava e dirigeva l'ente. Nel tempo l'azienda si è evoluta con collaboratori esterni e, con l'acquisizione da parte dei fratelli Gianluca e Michele Scarazzini, c'è stato un totale cambio di passo, un grande salto di qualità in tutti i settori”.

Un esempio?

“All'inizio ho seguito i lavori per alcuni ponti radio nel Comune di Fidenza, ho coordinato la rete di videosorveglianza per l'ex Carbochimica in città, tutte attività molto legate al territorio; oggi COMeSER – oltre ad essere punto di riferimento per l'Emilia – fornisce fibra ottica in tutta Italia. All’inizio ero spesso sul campo e questo mi ha permesso di acquisire esperienza pratica e concreta. Poi il mio lavoro si è concentrato in sede, con mansioni ben definite: dall'assistenza tecnica alla cura del portale web fino alla gestione di reti e sistemi informativi interni”.

Quali qualità servono nel tuo lavoro?

“Occorre un mix di velocità e molta precisione. Per quanto riguarda, invece, lo sviluppo del website e dell’interfaccia le mie parole chiave sono: coerenza, chiarezza, precisione, rispetto del colore da un punto di vista estetico”.

Di fatto, hai accolto e affiancato tu all’inizio tutti i colleghi arrivati dopo di te: poiché, intervistandoli, sottolineano sempre l'ambiente famigliare e amichevole che hanno trovato in COMeSER, a te chiediamo, come ti poni e qual è il segreto dei senior - Valeria, Roberto, Marco, Rocco - verso le new entry?

“La simpatia? Senza elogiarsi troppo, credo che in generale il settore delle nuove tecnologie ci porti tutti a restare, di forza, al passo con i tempi: quindi restiamo “giovani” nonostante gli anni passino. Poi – e ride – forse il segreto dell'accoglienza sta anche in scrivanie con tanti snack, biscotti, patatine e succhi di frutta condivisi. Non ci sono troppi formalismi: COMeSER ha un approccio smart e gioviale, anche se sempre professionale”.

Come vedi il tuo futuro in COMeSER?

“Un'azienda forte che riesce ad essere legatissima al suo territorio e competitiva in tutta Italia: è una sfida aperta sulla fibra ottica, grazie alla costanza, all'impegno e agli investimenti continui della proprietà. Questo ci permette di contare su tecnologie d'avanguardia e di offrire servizi di grande concorrenza con gli altri player. Giochiamo la nostra partita”.

Player, partite, gaming: da appassionato di videogiochi usi la fibra soprattutto per giocare?

“Sì, il mio lato ludico è sempre acceso: mi piace giocare in modalità multi-player e grazie, alla connessione super veloce, le prestazioni cambiano! Fondamentale la fibra anche per vedere in streaming le mie serie Tv preferite”.

Lavori in un’azienda dove la connessione è il core business: cosa significa per te essere connessi oggi?

“Connettere al meglio i servizi. La connessione è utile: penso a casa mia dove ho allestito, grazie alla fibra COMeSER, “Google Home”: piloto da remoto tapparelle e luci nelle stanze. Inoltre, con un semplice comando vocale, genero azioni: il valore è l'immediatezza, oltre alla comodità. Si può obiettare “non serve, è uguale alzarsi dal divano, fare un metro nel salotto e spegnere la luce con il dito”: vero, ma per me la differenza è mentale, sta nella potenza del comando vocale che spegne la luce perché ti proietta nel futuro; è la sensazione che ti offre quell'opportunità nuova. Ti accorgi che cambia un'epoca, mi dà un'emozione fortissima, un brivido, questo esserci dentro, nel flusso”.

Domotica: immagini dunque, in quel senso, il futuro in rapporto alle veloci evoluzioni della tecnologia?

“Sì, legato ad uno sviluppo incredibile della domotica per tutti, non solo per i disabili e gli anziani. Poi, è molto affascinante e non mi fa paura il fatto che, se in casa siamo in tre, ad esempio, e qualcuno perde in qualche angolo il cellulare, con il comando di ricerca vocale, il dispositivo riconosce la tua voce e fa squillare il tuo numero e non quello di tua moglie o di tuo figlio. Una cosa da film per un quarantenne come me: oggi è fattibile e accessibile a tutti, a costi abbordabili”.

Videogiochi e Cloud: il futuro va in quella direzione?

“Sì, i servizi di Cloud Gaming sono favolosi: accedi sul momento ad un database e scegli ciò a cui vuoi giocare. Sarà il prossimo futuro. Archivi infiniti di contenuti...”.

6 Febbraio 2020

Ufficio Stampa per COMeSER Srl.
Dott.ssa Francesca Maffini

@fmfeye