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Rubrica Real Life - Facciamo Scuola e Smart Working a Casa ai Tempi del Coronavirus

Con Gruppo COMeSER fibra veloce per didattica a distanza e per lavorare a pieno ritmo: #5 Gloria Ancarani ci racconta la sua esperienza.

Lockdown per settanta giorni chiusi in casa ha significato per Gloria e i suoi figli stare lontano dagli amati cavalli nel maneggio a pochi chilometri da casa, senza poter fare passeggiate equestri in collina e qualche cavalcata nei prati. Di contro, molto computer e smart working per mamma Gloria – dal lunedì al venerdì al lavoro per Gruppo COMeSER – e tanta didattica a distanza per Alessandro, diciassette anni e Letizia, tredici.

Vita domestica ai tempi del Covid-19. Lei, sguardo deciso, parlantina sciolta, ciondolo con un cavallo al collo, piglio energico e deciso dei romagnoli, come tante mamme e papà di tutta Italia, ci racconta la sua esperienza.

Gloria e lo smart working: avere la possibilità di continuare a lavorare da casa. Hai apprezzato la scelta di Gruppo COMeSER nei confronti di molti dipendenti? “Assolutamente sì, è sicuramente stata una scelta vincente. In questo modo l’operatività è andata avanti mantenendo uno stato di tranquillità tra i collaboratori”.

Come hanno affrontato, all'inizio, i tuoi figli il nuovo approccio con la scuola e le lezioni a distanza e come stanno gestendo ora gli ultimi impegni scolastici?

“Per quanto riguarda mio figlio, che frequenta il quarto anno di liceo scientifico, la scuola - che è da sempre molto improntata sul digitale - si è attivata immediatamente organizzando lezioni quotidiane. Per quanto riguarda mia figlia, seconda media, invece la procedura è stata un po’ più laboriosa, ma grazie all’impegno degli insegnati si sono anche qui attivate lezioni online”.

A che punto sono con il programma scolastico, a tuo avviso?

“Avendo due figli “grandi” e credendo fermamente nell’autonomia come strategia di crescita vincente, non so dare una risposta precisa. Non seguo più le loro attività da tempo, il mio compito è verificare i risultati e capire se stanno affrontando dei momenti di difficoltà. Ad oggi direi che entrambi hanno risultati soddisfacenti e sono sereni”.

Letizia è quasi alla fine di un ciclo, la scuola secondaria inferiore e si appresta tra un anno alla scelta delle superiori. Questi mesi di isolamento forzato hanno cambiato, secondo te, i suoi desideri di futuro?

“Letizia ha vissuto questo periodo con serenità, viviamo in collina in una casa che abbiamo appena terminato, per cui ha colto questo periodo per “godersi” i nuovi spazi.Non credo che questo periodo possa in qualche modo aver influenzato una scelta scolastica. Ad oggi brancola ancora nel buio, non sa cosa voglia fare, forse come è normale che sia: porre dei ragazzini di 13 anni davanti a una decisione così importante ai tempi della società moderna, credo che sia veramente poco sensato. Hanno bisogno di più tempo e di spostare la scelta un po' più avanti”.

Un tuo parere sul tempo di attenzione davanti al Pc che riescono a tenere i ragazzi, quali eventuali difficoltà incontrano dal tuo punto di vista?

“I miei ragazzi sono grandi e riescono a mantenere l’attenzione davanti a un pc esattamente come facciamo noi adulti che ci lavoriamo anche per 8/10 ore al giorno. D’altronde è il futuro e bisognerà adeguarsi di conseguenza”.

C'è un argomento nuovo a cui ti sei appassionata anche tu mentre davi un occhio a loro nel fare i compiti?

“In realtà no, quando arrivano da me a chiedere aiuto significa che l’argomento non è di loro particolare interesse ed essendo figli miei, generalmente scatena lo stesso effetto anche a me. Preciso comunque che capita raramente che mi chiedano aiuto su argomenti scolastici, è più probabile che mi interpellino per questioni tecniche sull’uso degli strumenti informatici”.

Lista dei desideri: quali cose vorresti fare – tra le prime – quando e se si potrà tornare ad uscire senza restrizioni in una futura Fase 3

“Mentre scrivo siamo già in fase due, periodo che mi ha permesso di rivedere il mio amato cavallo. Non saprei cosa vorrei fare, tutto e niente, poter decidere se fare o meno una cosa senza avere timori o limitazioni, in due parole serenità e libertà”.

Come riescono a coltivare i loro hobby i ragazzi?

“Alessandro suona il sax e anche in questo caso si è organizzato con il suo insegnante per fare lezioni online, mentre per Lety è un po’ più complicato essendo una sincronette. Le sue insegnanti hanno organizzato una lezione settimanale sempre online per mantenere sviluppata l’elasticità e il coordinamento ma ovviamente un conto è allenarsi in acqua 6 ore a settimana più una in palestra e un conto è un’ora di videolezione”.

A quali piccoli "riti quotidiani" non rinunciate o c'è qualcosa di nuovo che avete iniziato a condividere tutti insieme?

“Abbiamo riscoperto il tempo da trascorrere insieme anche annoiandosi, focalizzando che stare bene e stare uniti sono aspetti, spesso dimenticati, ma fondamentali per il benessere della persona”.

Gloria, dal 2009 sei cliente fedele di COMeSER. Puoi, quindi, fare una valutazione serena dell'azienda che non sembri un endorsement, anche perché sono 11 anni che rinnovi l'abbonamento ai servizi: già questa è una risposta.

"Mi piace sperimentare: nel 2009 ho attivato l'abbonamento Internet con COMeSER, quando ancora era in via di sviluppo, l'ho ampliato con la telefonia e da tempo ho attivato anche altri servizi. Abito sulle colline di Salsomaggiore Terme e COMeSER mi ha dato soluzioni efficaci. Penso che il valore aggiunto sia poter contare su un’interfaccia immediata: se ci fosse un problema ci sarebbe sempre un vero ufficio a cui rispondono persone, non un call center; se hai domande la sede di COMeSER è sul territorio. Se stai facendo una pratica, con un call center può accadere che cada la linea: con COMeSER puoi richiamare direttamente la persona con cui stavi dialogando. Da cliente esprimo, dunque, la mia soddisfazione sul servizio. Adesso, da dipendente, con ancora maggiore convinzione, mi sento parte di una squadra".

Cosa ti ha colpito di COMeSER, oltre al gioco di squadra?

"È un'azienda giovane, guidata da due imprenditori che hanno molta voglia di mettersi in gioco. Si occupa di un settore strategico in cui è necessario investire e restare al passo con i tempi: le telecomunicazioni".

Hai parole chiave che ti accompagnano e che ti hanno aiutato anche in smart working?

"Priorità, double check, già fatto. Tre parole. La prima: individuare ed assegnare le priorità sia nella giornata che sul lungo periodo; la seconda, fare sempre possibilmente una doppia verifica, perché due o più teste lavorano sempre meglio di una; la terza, è la prova del nove che scaturisce dal corretto funzionamento delle prime due. Tutto questo porta al controllo che - tengo a specificarlo - non è mai sulla persona, ma verso l'attività che l'operatore sta svolgendo. Avere poi un piano A e un piano B".

Sei in un’azienda di telecomunicazioni che punta molto sul tema della connessione superveloce: essere davvero connessi oggi cosa significa secondo te?

"La connessione è un'arma a doppio taglio. Credo sia importante che la crescita mentale delle persone possa andare di pari passo con le opportunità offerte dalla tecnologia. In questo momento, secondo me, non stanno procedendo allineate: non c'è piena consapevolezza, non siamo sufficientemente maturi. I social network, così come le innovazioni tecnologiche, sono strumenti che possono dare tantissimo e altrettanto velocemente distruggere".

Nel tempo libero, quel ciondolo al collo - un cavallo - quanto ti rappresenta?

"Amo andare a cavallo e pratico in particolare dressage con Weltoso di Donna Olimpia: uno sport dove il cavaliere chiede, quasi per favore, all'animale di disegnare e “danzare” insieme. Occorre grande equilibrio fisico, mentale e sintonia emotiva con il cavallo: non è questione di dominanza ma di empatia. Andare a cavallo è una passione dove lascio andare il cuore. Mi viene spontaneo dire che l'equitazione è comunicazione".

4 Giugno 2020

Ufficio Stampa per COMeSER Srl.

Dott.ssa Francesca Maffini
@fmfeye