
Sulle colline tra Salsomaggiore e Tabiano il mondo arriva a singhiozzo. Il telefono prende “quando vuole lui”, internet è una concessione più che un servizio, e chi vuole lavorare da remoto spesso getta la spugna.
Eppure, proprio lì, c’è una realtà che da oltre cinquant’anni continua a lavorare e a portare persone. È il Camping Arizona, una piccola “città verde” da 130 mila metri quadrati che dal 1970 continua ad accogliere turisti da ogni angolo d’Europa.
I numeri aiutano a capire meglio: nei periodi di alta stagione si arrivano a contare anche mille ospiti, con una quota significativa di clienti stranieri, soprattutto tedeschi e svizzeri. C’è chi si ferma per una notte, chi tre o quattro, e chi magari rimane tutto il mese tra escursioni a piedi o in bicicletta e il meritato riposo.
Un “movimento” che ha naturalmente ricadute anche su ristorazione e attività locali. Ma nel 2026 non essere connessi al mondo è sempre più difficile e per tanti potenziali clienti – ma anche per quelli abituali – era un problema. “Chi magari ha genitori anziani o nipoti, ma anche chi viene dall’estero, vuole essere collegato per poter essere raggiunto in ogni momento – spiega il titolare Gianfranco Bocelli – ma in alcune zone non prendeva nemmeno il telefono”.
Una criticità che, nel tempo, ha rischiato di incidere sulla competitività della struttura rispetto ad altre destinazioni meglio servite.
Arrivare a connettere quest’area però non era semplice né redditizio e così la situazione era in stallo. A risolvere il problema, raccogliendo la richiesta di aiuto di Bocelli, è stato un altro salsese: Gianluca Scarazzini, salsese e Presidente della COMeSER di Fidenza, parte del Gruppo FibreConnect, ha deciso di provarci.
“Ogni attività che chiude è un pezzo che si spegne mentre ogni struttura che “tiene” diventa un presidio, non solo economico, ma anche sociale – ha sottolineato Scarazzini – In un’area segnata da spopolamento e riduzione dei servizi, la continuità di una realtà come il Camping Arizona assume un valore che va oltre l’attività ricettiva”.
E così è iniziata la progettazione di una soluzione su misura per un’area rimasta ai margini delle infrastrutture più recenti.
Dopo circa dieci mesi di lavori e oltre 200 metri di scavi, è stata attivata un’infrastruttura che combina fibra ottica e ponte radio, con una capacità complessiva fino a 1,5 Gigabit al secondo. Una soluzione che oggi garantisce copertura stabile in tutta l’area e Wi-Fi gratuito per gli ospiti.
“Adesso possiamo offrire un servizio adeguato – dice soddisfatto Bocelli –. Prima dovevamo limitarlo, oggi non più. Chi viene qui può lavorare, fare chiamate, utilizzare Internet senza difficoltà”.
Un entusiasmo condiviso anche da Scarazzini: “L’augurio è che questo possa riportarli finalmente alla pari con gli altri campeggi: quando una realtà come questa continua a crescere, ne beneficia tutto il territorio”.